Preparazione

Tipico dolce dell’Epifania, consumato con, i falò accesi in ogni contrada la sera del 5 gennaio. Mettere in infusione nella grappa l’uvetta, i fichi e il resto della frutta secca.
Cuocere la farina gialla in acqua come per preparare la polenta per circa 20-30 minuti, aggiungendo il sale e la farina bianca.
Interrompere la cottura e, nell’impasto ancora caldo e mescolato continuamente, aggiungere il lievito, il burro, il latte bollente, i semi di anice o finocchio e i frutti secchi rinvenuti nella grappa.
Arricchire a piacimento con altra frutta candita ( arancia o zucca) o fresca ( mela o pera).
Riversare l’impasto in una teglia imburrata e infornare a 170 gradi per 45 minuti- un’ora.
Terminata la cottura, lasciare intiepidire in forno.

Preparazione

La cucina veneta propone tanti tipi diversi di frittelle, tra queste vale senz’altro la pena di assaggiare queste frittelle di fiori di zucca, golose, originali e semplici da preparare, anche senza aspettare Carnevale.Aprire delicatamente i fiori, tagliare i pistilli, sciacquare i fiori ed asciugarli con carta assorbente.
In un recipiente preparare la pastella: versare la farina, lasciandola cadere da un setaccio per evitare il formarsi di grumi, aggiungere un pizzico di sale, il lievito e il limone grattuggiato.
A parte, sbattere i tuorli con lo zucchero. Una volta amalgamati, aggiungerli alla farina insieme a un cucchiaio di olio di oliva, uno di grappa e uno di marsala ( o brandy).
Mescolare il tutto fino ad ottenere un impasto privo di grumi, denso e filante, diluendolo quanto necessario con il latte.
Unire al composto i fiori di zucca e friggerli poi nella padella con abbondante olio di semi, girandoli un paio di volte.
Dopo qualche minuto, una volta dorate, togliere dall’ olio le frittelle e lasciarle asciugare.
Prima di servirle, cospargere con zucchero a velo.

Preparazione

Piatto molto diffuso specialmente sulla riva veronese del lago di Garda, molto delicato, leggero e aromatico.Lavare il pesce, sviscerarlo e tagliare i filetti. Mettere da parte i resti per preparare, con l’aggiunta di acqua, aromi ed eventualmente verdure, un mezzo litro di fumetto.
In una padella rosolare le cipolle, tagliate finemente,  nel burro. Passare i filetti in un velo leggero di farina e adagiarli sulla padella con sale e un pizzico di pepe.
Lasciare rosolare per una decina di minuti a fuoco basso avendo cura di far dorare entrambi i lati e di bagnare periodicamente con il vino, il succo del limone e il fumetto preparato in precedenza.
A cottura ultimata, servire i filetti ben caldi con il loro fondo di cottura e decorati con una spolverata di prezzemolo o di aromi.

Preparazione

Sfilettare le code di rospo ottenendo così 8 filetti. Gettare il pomodoro in acqua bollente pochi minuti, togliere la buccia, aprirlo, levargli i semi e tagliarlo a cubetti medi.
Tagliare il lardo a piccole listarelle, mettere l’olio extravergine d’oliva in una padella con l’aglio schiacciato e qualche goccia di olio al peperoncino ed il lardo. Appena l’aglio imbiondisce, levarlo dalla padella e spegnere il fuoco.
Introdurre il concassè di pomodoro ed i filetti di pescatrice rimestando energicamente, annaffiare col Valdobbiadene Spumante  e ridare fuoco moderato.
Correggere di sale e pepe fresco di mulinello ed appena asciugato il fondo di cottura, aggiungere un pò di brodo di vongole o acqua.
Dopo 6/7 minuti dall’inizio, andare a tirare il fondo di cottura con del pangrattato e cospargere di prezzemolo trito i filetti.
Prendere il radicchio, mondarlo e tagliarlo a metà per il senso della lunghezza; preparare l’acqua acidulata e salata in ebollizione, cuocere il RossoTreviso per 3/5 minuti, levarlo ed asciugarlo bene.
In una padella mettere del burro, una fettina di aglio e farli friggere un pò quindi metterci il radicchio ad insaporire su entrambi i lati; toglierlo dalla padella, adagiarlo su una pirofila da forno, spolverare di grana padano ed infornare per la gratinatura a 200° per 4/5 minuti.
Si va ad impiattare posando il Rosso Treviso aperto a ventaglio al centro del piatto e posizionando i 2 filetti di pescatrice con il suo sughetto variopinto e gustoso.

Preparazione

Sfilettare le anguille, salare e pepare i filettini, tagliare a fettine i cipollotti, sbianchirli in acqua salata, sgocciolarli e raffreddarli.
Prendere una terrina in terracotta, di forma rettangolare o semirotonda, rivestirla di carta stagnola e porre sul fondo i filettini intervallandoli con i cipollotti, il foglio di gelatina ammollato in acqua fredda, di nuovo l’anguilla, cipollotti e gelatina.
Premere bene, chiudere nel sottovuoto oppure con parecchia pellicola trasparente.
Cuocere il tutto in abbondante acqua a temperatura di 65° per 45 minuti circa.
Fare riposare per 24 ore dopodichè  affettare in tranci di 1,5 cm e servire con un ciuffo d’insalatina verde mista condita con olio extra vergine d’oliva, sale affumicato e qualche goccia di balsamico tradizionale.

I volatili di cortile o selvatici sono un tipo di carne che ricorre spesso nella cucina tradizionale veneta: dalla classica polenta e osei, alla faraona, all’oca. In questo piatto viene proposta l’anatra con una cottura semplice, accompagnata dai delicati profumi delle erbe.

Preparazione

Pulire bene l’anatra, svuotarla e lavarla accuratamente. Una volta asciugata, procedere con la salatura e la pepatura sia internamente che esternamente.
Ricoprire una casseruola con un velo d’olio e un trito di aromi, adagiarvi l’anatra e cuocerla sul fuoco, bagnandola bene con il sugo di olio e erbe e, quando necessario, con un bicchiere di acqua o di vino bianco.
Lasciarla  cuocere per pochi minuti, fino a dorarla leggermente e passarla poi la casseruola in forno già caldo a 200-220 gradi per circa due ore.
Girare l’anatra ogni mezz’ora e tenerla bagnata, ricoprendola periodicamente con il fondo di cottura, con cui irrorarla anche a fine cottura al momento di servirla.

Preparazione

Preparare la pasta fresca e farla riposare per 4 ore in frigo.
In una padella sciogliere l’olio e aromatizzarlo con lo spicchio d’aglio, aggiungere l’olio alla polpa di branzino e frullare il tutto; alleggerire con il mascarpone.
Formare i ravioli e cuocerli in acqua salata per 8/10 minuti a fiamma bassa.
In una padella rosolare il burro e quando schiuma, aggiungere il Valdobbiadene spumante; ritirare il tutto dal fuoco.
Tritare gli scampi e con lo stampino formare delle piccole tartare.
Nei piatti disporre al centro la tartare di scampi, attorno porre 5 ravioli e finire il tutto con la schiuma di Valdobbiadene spumante  che andrà emulsionata con il minipimer prima di versarla sui ravioli.
Servire il tutto caldo.

Preparazione

Piatto tipico dell’autunno, delicatamente dolce e speziato.Pelare la zucca e farla a cubetti eliminando i semi. Infornarla in una teglia rivestita con carta da forno o avvolta in alluminio per circa 25-30 minuti fino ad ammorbidirla e renderla umida.
Una volta estratta dal forno e intiepidita, ridurla a purea passandola allo schiacciapatate o al tritaverdure.
Aggiungere sale e amalgamare la purea con l’uovo, la farina, il pepe, il parmigiano e , a piacere, un pizzico di noce moscata o cannella.
Impastare fino a ottenere un composto omogeneo ma non troppo duro.
Preparare i bastoncini da cui ricavare gli gnocchi aiutandosi con un cucchiaio e lavorandoli con le mani.
Cuocere in acqua bollente salata.
Quando gli gnocchi tornano a galla, raccoglierli con la schiumarola scolandoli bene.
Servire conditi con burro fuso e foglie di salvia o scaglie di ricotta affumicata.

Preparazione

Portare a 86° lo spumante con il gellan, versare il tutto su una placca formando un foglio spesso 2 mm.
Ricavare dei rettangoli da 12 cm per 8 cm.
Riporre al centro la battuta di gamberi condita con zenzero, buccia del lime, sale, olio e i cubetti di pane.
Richiudere i cannoli e servire su piatti rettangolari accompagnando il tutto con fiori eduli per decorazione.

Preparazione

Piatto tradizionale dei venerdi di Quaresima. I bigoi o bigoli, originariamente preparati in casa e trafilati con il “torchietto”, si trovano facilmente in commercio: sono una pasta lunga simile agli spaghetti, ma più spessi e più ruvidi, preparati con una parte di farina integrale o saracena. Piatto “povero” per eccellenza, ma molto gustoso.Lavare le sarde e diliscarle. In una casseruola con un pò d’olio mettere a soffriggere la cipolla tagliata sottile, aggiungere poi le sarde e un pizzico di pepe. Lasciare rosolare a fuoco lento e tegame coperto  versando, se necessario, un goccio d’acqua e tenedo mescolato fino a quando le sarde non si saranno disciolte.
Preparare intanto una pentola d’acqua in cui cucinare la pasta; quando arriva a ebollizione, versare i bigoi in poco sale.
Ultimata la cottura, scolare la pasta e versarvi sopra la salsa ottenuta dalle sarde. Aggiungere un filo di olio crudo.

Oppure:

In una casseruola mettere l’olio, pepe, la cipolla affettata sottile, le sarde lavate dal sale e diliscate, e far cuocere a fuoco non troppo forte per 15 minuti circa.
Con la salsa ottenuta condire i bigoi cotti al dente.
Servire caldissimi.

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